La notizia, lanciata dalla rivista Axios, è rimbalzata come una pallina da ping pong su tutti i media, on e offline, creando molto interesse e anche un po di confusione, soprattutto tra chi è abituato a leggere (e riportare) le news in modo approssimativo.

In ogni caso non possiamo celare la nostra soddisfazione visto che nobilita e valorizza un’attività ad oggi considerata, troppo spesso, come marginale dalla maggior parte degli investitori.

Detto questo ci sembra doveroso fare un minimo di chiarezza in modo da darne il giusto peso collocandola operativamente e temporalmente nel nostro mercato degli investimenti in sampling.

 

DOVEROSA PREMESSA:

Amazon è un marketplace.

Non bisogna dimenticarlo, perché su Amazon vende sia Amazon sia tantissimi altri merchant online per il tramite di Amazon.

Questo vuol dire che ci sono casi in cui il cliente compra su Amazon (paga ad Amazon), ma di fatto l’operatività della gestione ed evasione dell’ordine arriva al merchant, che prepara il pacco e lo spedisce all’indirizzo riportato.

 

IL SAMPLING NON E’ UNA NOVITÀ’ PER AMAZON

Dal 2003 Amazon aveva avviato un progetto denominato Pips (Package Insert Programs), per l’inserimento di leaflet nei Box e-commerce. NON di sample, pratica che le Policy di Amazon hanno sempre vietato ai merchant affiliati (vincolo piuttosto dannoso per altro).

Poi è nato Prime Sample, inizio 2018, servizio riservato ai clienti Prime. Qui i sample si sceglievano e si pagavano ricevendo anche del credito per successivi acquisti. La scelta era organizzata in “Samples Box” tematici.

Prime Sample Amazon

 

TARGETED PRODUCT SAMPLING

Come riporta un articolo del magazine online dcommerce, Targeted Product Sampling è una naturale evoluzione di Prime Sample con alcune varianti:

  1. Sarà aperto a tutti. Anche ai clienti occasionali o non Prime.
  2. I sample non si pagheranno
  3. Non ci sarà il bundle pack ma si sceglierà tra i singoli prodotti disponibili

amazon-prime-samples

 

LA VERA NOVITÀ

Innovazione informatica & vantaggio competitivo.

E’ l’algoritmo che elabora i dati e fornisce la previsione di inserimento a favore del potenziale acquirente la vera novità. Facciamo un contro esempio. Qualche tempo fa facendo la spesa online sull’e-commerce di un famoso merchant avevo fatto scorta di ben 4 deodoranti. Una volta ricevuta la spesa scopro come omaggio un deodorante. Se a qualcuno può sembrare corretto in verità non lo è (per altro la marca era la stessa).

  1. La scorta di deodoranti spinge il periodo di trial rate così avanti nel tempo da rendere impossibile il monitoraggio di un eventuale conversione all’acquisto.
  2. La mancanza di un esurvey post campagna non da la possibilità al cliente di esprimere il suo gradimento
  3. L’azienda non ha un un report quali-quantitativo per valutare l’efficacia e l’efficienza dell’attività di sampling
  4. Ma se ho comprato 4 deodoranti perché ne ricevo un quinto? Magari avrei preferito una birra.

Se ci fosse stato un algoritmo informatico forse avrei veramente ricevuto una birra…..ipotesi dettata dal buon senso e dalla variabile stagionale (la prima è difficile, ma non impossibile, da inserire in un’algoritmo).

La seconda novità è il vantaggio competitivo verso Google e Facebook che non possono, almeno fino ad oggi, sfruttare questa nuova leva di marketing come ulteriore fonte di income. Questa non è per nulla banale se si pensa alla copertura potenziale di questo nuovo mezzo pubblicitario e la quantità di Box che ogni giorno entrano nelle case dei consumatori.

 

FASE TEST

Ad oggi il nuovo servizio è in fase di test in America, si legge che sia stata la stessa Amazon a scegliere il campione.

 

E IN ITALIA?

In Italia il servizio sembra proprio non sia ancora attivo, tutti ne parlano ma ad oggi se realmente si vuole far recapitare un sample tramite una consegna e-commerce c’è  Simple Sample™.

Oppure si possono scegliere alcune valide alternative come ad esempio lo shop online di Esselunga.

simple sample

 

RIASSUMENDO:

  1. Il servizio in oggetto NON è ancora attivo in Italia.
  2. I clienti finali non pagheranno per ricevere i sample.
  3. Le Aziende pagheranno il servizio di veicolazione dei samples attingendo al loro budget di comunicazione.
  4. Se si vuole fare sampling (ad oggi, in Italia) tramite inserimento nei Box e-commerce c’è Simple Sample™

 

RIFERIMENTI & APPROFONDIMENTI:

Amazon

dcommerce

Pips

Axios

webperformance

ilsole24ore

Businessinsider

Salesbacker

Simple Sample™