Sampling sull’orlo di una crisi di nervi è il titolo che abbiamo scelto per parlare in modo professionale e ironico di un argomento delicato ovvero quello che da sempre accade facendo sampling con metodi tradizionali ma che nessuno vuole (vedere) raccontare.

Sappiamo bene che il sampling è considerato da pochissimi come una disciplina di marketing che, se fatta bene, genera conversioni in media del 25%, ovvero 1 persona su 4 che “prova” poi diventa cliente.

Se fosse così i clienti investitori non dichiarerebbero un grado di insoddisfazione imbarazzante su tutti i suoi aspetti. Da come viene fatto, al rispetto del target, alla redemption, al costo contatto ecc ecc.

Diciamo che nel tempo le principali variabili sono state gestite in modo distorto:
– Il “costo”, sempre più risicato
– La “creatività” sempre meno contestualizzata
– E l'”ignoranza”, intesa come mancanza di cultura e innovazione, sempre più dilagante.

E la somma di queste variabili, delle altre legate all’azienda e al contesto, hanno portato alla generazione di brief in cui GOAL era “stupire”, generare WOM, UGC, e tanti altri obiettivi tendenti sempre più al digitale….. a si dimenticavo poi ci sono dei sample da distribuire.

Già. I sample sono diventati un “di cui” di un’attività. Sacrificabili, meno importanti, marginali.

Ma la colpa di chi è?

C’è un detto popolare “il pesce puzza sempre dalla testa”. Vero, ma non è così semplice, anzi tutt’altro.

CON IL COVID-19 TUTTO CAMBIA, ANCHE IL SAMPLING

Adesso però tutto cambierà, bisognerà rivedere brief, attività, sistemi di monitoraggio, obiettivi, tempi, metodi ecc ecc

Forse non si potranno fare così tante giornate di promozione in GDO per supportare le vendite di un determinato prodotto in un determinato periodo.

Si cambierà strategia, si cambierà tattica, si cambierà operatività.

Si passerà da una lotta sullo scaffale fisico, ad una sullo scaffale digitale.

Il campo di “battaglia” saranno gli acquisti online.

E allora i brand manager dovranno ripensare (bene) a tutto il processo, magari “investendo” un po’ più di tempo su come organizzare le nuove attività al fine di evitare quello che è sempre successo e che nessuno mai a voluto vedere, raccontare o migliorare.

Di seguito una serie di foto di attività di sampling in cui si evince il “di cui” intrinseco. Alcune addirittura sono state elogiate, altre semplicemente passate inosservate, altre ancora sono state un parziale spreco di danari.

Non smetteremo mai di dirlo: Veicolatene meno, veicolateli meglio.

Per correttezza abbiamo nascosto il più possibile il brand in modo da non offendere nessuno, anche se per noi non c’è nulla di cui offendersi, anzi speriamo sia uno spunto per iniziare a fare qualcosa, considerato marginale, semplicemente meglio.

(ndr: per noi il sampling comprende anche soluzioni di cartotecnica utilizzate in alternativa all’oggetto fisico)